Enzino Leuzzi

 

Enzino Leuzzi Komponist - Musicista
Enzino Leuzzi Komponist – Musicista

 

di Gigi Bortoli
Nel 2008 saranno trascorsi25 anni dalla scomparsa di uno dei musicisti meranesi che nell’immaginario collettivo della città hanno lasciato un ricordo indelebile. Ancora oggi sulle labbra di quanti l’hanno conosciuto, nel ricordarlo, affiora un sorriso spontaneo ed immediato, adombrato da una velatura nostalgica. Nella mente di costoro scorrono come in un film, serate di piano-bar, indimenticabili. E non poteva essere altrimenti dal momento che lui era l’elemento catalizzatore. Una figura attraverso la quale il locale di turno (pensiamo alla breve stagione di Castel Forst, nell’agosto del 1982, in cui si esibì fino a pochi mesi dalla sua dipartita) diventava un autentico covo d’amici. Lui conosceva tutti. Per ognuno, singolo o coppia, che entrasse nel locale aveva pronte le dita per disegnare sulla tastiera bianconera del pianoforte la canzone giusta. Proprio così, stiamo parlando di Enzino Leuzzi. Del non dimenticato, Enzino Leuzzi. Ebbene, negli anni Sessanta Enzino Leuzzi fu uno dei protagonisti, e con lui, pure con il nome trasformato in vezzeggiativo, Franchino D’Andrea. Accanto a questi due musicisti meranesi, da ricordare anche il luogo topico per quanti amavano o si avvicinavano alla musica in quegli anni: la Casa della Musica di Piazza della Rena. Fu lì, ad esempio, in quel negozio che Franco D’Andrea scoprì la genialità di John Coltrane e con essa tutto un approccio al jazz inimmaginabile in una cittadina di provincia come Merano. Enzino Leuzzi, l’altro lato di quella stagione, avrebbe imboccato ben presto la strada maestra della canzone italiana a livelli professionali. Avrebbe diretto il Festival di Sanremo del 1963 dove fu presente con la sua canzone “Un cappotto rivoltato”, interpretata da Aurelio Fierro e Sergio Bruni, ma sarebbe stato anche uno dei “pezzi grossi” della casa discografica CGD. E fu sempre lui a guidare nei suoi primi passi una poco più che adolescente Gigliola Cinguetti, interprete di un altro suo brano, “Penso alle cose perdute” E ancora lui fu una delle figure al centro di quello che fu un autentico boom della canzone estiva. E con lui, il grande successo di Piero Focaccia, il simpatico bagnino di Cervia che con la canzone “Stessa spiaggia, stesso mare”, di quegli anni è da considerare la vera e propria icona. Ma si diceva della “Casa della Musica di Johann Munter. Immaginiamo di oltrepassare la soglia del negozio, davanti ad una Piazza della Rena straboccante di automobili in parcheggio. Mentre stiamo varcando la soglia, alle nostre spalle Marcello Piffer è alle prese con un automobilista che, dopo aver parcheggiato, vuole fare il pieno di benzina nel piccolo distributore proprio situato davanti alle vetrine del negozio di musica. Ecco, siamo entrati. Una specie d’atrio invaso da strumenti musicali e da un pianoforte sembra caderci addosso tanto tutto pare ammassato. Sempre in quello spazio angusto trova la sua sistemazione anche il bancone della cassa. Sulla destra, invece si accede alla sala ben più ampia in cui troneggiano le pareti ricoperte di scaffali di dischi e al centro altri contenitori, sempre di dischi. Poi su un lato, le cabine per ascoltare il brano scelto prima dell’acquisto. E’ normalissimo il rito dell’ascolto. Anzi, quasi obbligatorio. Nessuno si sarebbe mai sognato d’impedirlo. Fu proprio in tale ambiente che si mossero intere generazioni di meranesi e tra queste quella dei fratelli Bucci, Willi Wiedmoser, Hubert Frasnelli, Vittorio Cavini, Roman Prada, Konrad Plaickner, Franchino D’Andrea e, ovviamente, Enzino Leuzzi. Tutti pur con percorsi esistenziali diversi, ma sempre legati dal comune amore per la musica.

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