Alpidio Balbo

balbo1homeIl 4 marzo del 1971 Alpidio Balbo, un commerciante di Merano (provincia di Bolzano), arrivò a Bohicon, una cittadina dello stato africano del Benin, che allora si chiamava Dahomey. Poteva essere un fatto di nessuna importanza: invece è divenuto il primo passo per un’opera di solidarietà ricca di conseguenze positive per migliaia di persone.
Tutto era cominciato due anni prima. Nel 1969 Balbo aveva avuto un grave incidente stradale. A lungo era rimasto fra la vita e la morte. Quando aveva cominciato a riprendersi, i parenti lo avevano convinto a passare una vacanza a Lomè, nel Togo, un piccolo stato africano che stava aprendosi appena allora al turismo e che quindi praticava prezzi ampiamente accessibili ad ogni borsa. Per molti giorni Balbo fece dunque il turista che si crogiola al caldo sole dei Tropici. Ma il 4 marzo, ormai sul finire delle sue vacanze, volle tener fede all’impegno che aveva preso con se stesso quando stava male. Se guarisco – si era detto – prometto di fare qualche cosa per i bambini africani. Quel giorno Balbo fece, quasi controvoglia, un viaggio di centinaia di chilometri.Lasciato il Togo, entrò nel Dahomey e raggiunse la missione di Bohicon. Annessi alla missione c’erano un piccolo dispensario e un ospedalino infantile. Quel 4 di marzo del 1971 sei bambini morirono praticamente sotto gli occhi di Balbo, per colpa di una delle tante epidemie che colpiscono periodicamente quelle terre. “Se avessimo avuto degli antibiotici – disse una suora del centro a Balbo – alcuni di quei bambini si sarebbero salvati”. Fu quello l’episodio chiave di tutta la vita di Alpidio Balbo che da allora ha dedicato all’Africa tutto se stesso.Il ruscello nato in quel lontano 4 marzo è via via divenuto un fiume sempre più gonfio d’acqua limpida e pulita. Scrive Balbo: “Riguardando indietro al cammino percorso in trent’anni nella terra in cui vivo e nell’altra, divenuta la patria del mio cuore, io stesso mi sorprendo e mi stupisco: vedo l’acqua che scaturisce da centinaia di pozzi, attinta dal segreto di una terra riarsa… scuole dove fanciulle attente imparano ciò che le aiuterà a vivere con maggiore dignità… ospedali dove tante vite sono strappate alle malattie che le insidiano… occhi di bimbi che sorridono perché qualcuno, in un paese lontano, assicura loro il cibo ogni giorno”.

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